Architettura Integrata: la chiave per il futuro della produzione farmaceutica e chimica
In un’industria in rapida evoluzione quale il settore Life Science, l’eccellenza operativa è all’ordine del giorno nell’organizzazione di tutte le società più performanti. In una battaglia che viene combattuta su tutti i fronti, la missione principale è ridurre il time to market dei prodotti, mantenendo la flessibilità dei processi e riducendo i costi. Un’arma importante in questa guerra agli sprechi è il passaggio ad una Integrated Enterprise Architecture.
Automatizzando il processo di produzione e assicurandosi che le informazioni fluiscano dalla produzione fino al livello gestionale, il settore Life Science può cambiare radicalmente, e in meglio, le dinamiche della sua attività. Nonostante i rivoluzionari risultati, l’implementazione di una architettura d’impresa integrata dovrebbe essere vista come un’evoluzione, ha spiegato Marcel de Grutter, di Solvay Pharmaceuticals BV: “Il primo passo è quello di sviluppare una mentalità che concepisca l’uso della tecnologia come il futuro del processo di produzione. Gettare le giuste basi dell’infrastruttura di rete IT è essenziale per ottenere dei vantaggi a lungo termine per l’automazione.”
“I vantaggi dell’automazione all’interno di un’architettura integrata sono palesi,” spiega de Grutter. “L’automazione consente di ottenere informazioni in tempo reale e più uniformità per migliorare la produzione e i processi decisionali. Si tratta di un un sistema di autoapprendimento continuo tramite cui migliorare costantemente controllo e processi.
Grazie alle best practice nel campo dell’automazione, le aziende possono raggiungere una serie di obiettivi, tra cui:
• Dati e metodi di lavoro standardizzati
• Registrazione, memorizzazione e archiviazione dati centralizzati
• Miglioramento della tracciabilità di merci, prodotti, attività di fabbricazione e modifiche della linea di produzione
• Software di visualizzazione e simulazione per ottimizzare la pianificazione e ridurre al minimo l’impatto delle modifiche alla linea di produzione
• Creazione di funzioni di autoapprendimento e flussi di lavoro che permettano di analizzare e migliorare i processi
• Centralizzazione del controllo di impianti di produzione multipli
De Grutter raccomanda di analizzare ogni fase del processo di produzione e di capire come potrebbe essere migliorato nell’ambito dell’Integrated Enterprise Architecture. Materiali, apparecchiature, metodi di produzione, ambiente e personale coinvolto nel processo di produzione, possono essere valutati per stabilire la situazione attuale, gli obiettivi intermedi e quelli ideali per il futuro. Per esempio, all’inizio di un progetto, i macchinari di produzione possono essere autonomi e non prevedere alcun raggruppamento dei dati. Ciò significa che i dati non possono essere controllati o inseriti in tempo reale in alcun sistema di gestione. Di conseguenza, l’apparecchiatura è un po’ più economica ma i dati disponibili non sono utilizzabili per gestire intelligentemente la produzione. “Quando si verifica un errore, questo tipo di sistema consente di accorgersene solo alla fine del processo, quando tutto il lotto deve essere distrutto,” ha spiegato de Grutter.
In uno stadio intermedio di automazione, le apparecchiature sono più integrate in un ambiente orientato all’utente, ma ancora non collegate al processo globale nell’ambito di una vera e propria architettura integrata. Naturalmente, c’è il vantaggio che i dati possono essere controllati e inseriti nei sistemi di informazione in tempo reale ma tutto dipende ancora dall’intervento dell’utente.
Nello scenario ideale, le macchine sono completamente automatizzate all’interno di un ambiente controllato e tutte le fasi del processo sono collegate. I dati vengono memorizzati in tempo reale e utilizzati per controllare il processo automaticamente, con intervento minimo da parte dell’operatore.
| Solvay ritiene che l’approccio all’Architettura Integrata: - Imponga la standardizzazione e fornisca strumenti per ottimizzare i processi - Consenta una migliore comprensione dei processi e della pianificazione - Aiuti a migliorare qualità e omogeneità - Favorisca la sicurezza - Contribuisca a ridurre i costi di formazione e di convalida - Aiuti a contenere i costi di manodopera - Possa aiutare a migliorare i tempi di commercializzazione - Contribuisca a eliminare gli scarti grazie al controllo in tempo reale |
Le aziende che operano nel settore Life Science, per operare in questo modo, devono disporre di un team di esperti in grado di integrare i sistemi di automazione e l’infrastruttura IT. È importante affidarsi ad un team di persone che conosca e comprenda tutti i processi dell’azienda,” ha spiegato de Grutter. Questa conoscenza è fondamentale per garantire che i processi implementati siano corretti e pratici da un punto di vista funzionale.
Un importante contributo a questa applicazione è stata la cooperazione che abbiamo avuto con il team di supporto Rockwell Automation (CSM). Con la loro lunga esperienza dei servizi chiavi in mano, della gestione dei progetti e della profonda conoscenza dei processi di validazione per il settore farmaceutico Rockwell Automation ci ha aiutato a trasformare in concetto di Automazione Integrata in un successo.
Per quanto riguarda la tecnologia, de Grutter afferma che “la chiave del successo è l’uso di sistemi aperti in grado di integrare le reti di produzione e quelle gestionali, mantenendo però i dati separati. L’archivio dati, il sistema di gestione dei documenti (EDM) e quello di pianificazione delle risorse (ERP) sulla rete gestionale possono essere integrati con la soluzione MES locale e i sistemi di controllo e perfino con gli strumenti e le apparecchiature. Questa configurazione rappresenta la spina dorsale di un sistema di automazione davvero efficace.”
“In passato, i sistemi IT e quelli di automazione erano considerati due mondi molto differenti,” spiega de Grutter. “Nessuno vedeva il vantaggio di collegare fra di loro questi due sistemi. Oggi, invece, iniziamo a realizzare che l’automazione integrata consente una migliore conoscenza dei processi di produzione, attraverso cui è possibile procedere a una serie di ottimizzazioni con risultati davvero notevoli.”
Vantaggi
L’automazione integrata dovrebbe essere concepita come uno strumento globale in grado di apportare tutta una serie di vantaggi a livello di produzione – riducendo sprechi, costi e consumo di energia. Le informazioni che si ottengono consentono all’organizzazione, oltre che di monitorare e controllare i processi, anche di modificarli e migliorarli in tempo reale.
Facendo riferimento alla propria esperienza personale, de Grutter ha spiegato che l’automazione integrata ha cambiato le metodologie e i processi all’interno di Solvay. Un esempio è l’implementazione di complesse matrici per la schedulazione dettagliata di processi in cui sono stati calcolati tempi differenti per le attività di pulizia e di configurazione.
“In uno degli stabilimenti, eravamo abituati a pulire regolarmente il sistema ogni cinque lotti. Tuttavia, quando abbiamo analizzato i dati, è risultato evidente che ciò era necessario solo per i prodotti umidi, non per quelli secchi. Di conseguenza, abbiamo potuto automatizzare il processo e realizzare immediatamente risparmi in termini di tempi e di costo, senza alcun impatto sulla qualità.”
Lezioni imparate
Ogni nuovo passo avanti implica, comunque, anche nuovi problemi da considerare e de Grutter non nasconde che, nel passaggio ad una architettura integrata, ci sono dei rischi da gestire. “In un ambiente automatizzato, è di fondamentale importanza analizzare attentamente i dati fin dall’inizio perché, in caso contrario, gli errori potrebbero non rivelarsi immediatamente, con conseguenti ricadute in termini di costi.”
“Occorre anche prestare attenzione ai costi nascosti – come la manutenzione – che di solito rappresentano il 50% del costo dei sistemi. Inoltre, è importante stabilire precise responsabilità di gestione dei vari elementi del sistema e proteggere il sistema da hacker o intrusioni involontarie di personale interno.”
Ma de Grutter è convinto che, a prescindere dalle nuove sfide poste da una architettura integrata, i vantaggi dell’automazione siano evidenti sia per oggi sia per il futuro. “L’architettura integrata rappresenta la base su cui una azienda può crescere e, con lo sviluppo di nuove tecnologie e di nuovi approcci, come il RFID e il PAT, il settore Life Science può continuare a sfruttare i vantaggi della Integrated Enterprise Architecture per molti anni a venire.”
Per ulteriori informazioni, inviare una e-mail al seguente indirizzo: info_at@ra.rockwell.com con rif: Solvay
